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Luca Orloff era un tale che nel 1993 aveva scritto un libro dal titolo “I giochi notturni”. Era una lunga raccolta di descrizioni di bestie, animali e vegetali impossibili, che erano stati avvistati a Roma fin dagli anni quaranta, ai tempi del dopoguerra, la grande ricostruzione. Si diceva che alcuni di questi animali Orloff li avesse persino catturati, e li custodisse in un grande capannone disperso nella periferia romana.
Aveva un aiutante, il Lupo Mangiafrutta, così chiamato perché a notte fonda era particolarmente cattivo, nonostante di giorno fosse un bonaccione. Avendolo visto in pochi, qualcuno diceva che fosse una delle bestie catturate da Orloff, la più surreale, la più preziosa. Non era insolito trovare sui muri della città manifesti che annunciavano l’imminente arrivo del circo di Orloff, dove finalmente la gente avrebbe potuto vedere tutti quegli animali incredibili; di solito, però, l’indirizzo riportato sulle locandine era inesistente o non raggiungibile con mezzi normali. Luca Orloff era un personaggio del libro “Sodomy Summer” di Edgardo Sogno. Nessuna di quelle bestie era mai stata avvistata realmente. Solo una volta Grin ne vide una, era immensa, in un grande parcheggio periferico. Accadde dopo una festa nel 2004. Quella notte era l’inizio dell’inverno e il cielo cominciava a rivelare il suo immenso scheletro stellare. Era certamente possibile che 
Roma brulicasse di bestie. In fondo, le opzioni combinatorie del creato sono pressoché infinite.

 

 (da "Michele Della Notte, onironauta", 2OO9, ed. Er B.)

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